Perché MontessoriInPratca

Siamo un gruppo di educatori, insegnanti, psicologhe, genitori...
... siamo coscienti che Montessori è uno stile di vita, un guardare gli altri, ma sopratutto i bambini con fiducia ...

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Alcune iniziative per avvicinare educatori ed insegnanti al Montessori ...

I NOSTRI CORSI MONTESSORI

 

 

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  • CORSO MONTESSORI PER EDUCATORI - 24 marzo 2017

   nota informativa
 

  • APPROCCIO MONTESSORI PER LO SVILUPPO DELLA MENTE MATEMATICA - inizio: merc. 16 novembre 2016
    Prossimo corso ottobre 2017

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  • APPROCCIO MONTESSORI SCRITTURA E LETTURA
  • - inizio giovedì 24 novembre 2016
  • Prossimo corso novembre 2017

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  • APPROCCIO MONTESSORI ALLA CURA DELL'AMBIENTE E AL MATERIALE SENSORIALE - primo livello
  • Prossimo corso ottobre 2017

  nota informativa

  • LA BOTANICA ATTRAVERSO L'ORGANIZZAZIONE DEL TAVOLO DELLA NATURA - marzo 2016

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  • CORSO MONTESSORI PER BABY SITTER

 apri pagina dedicata a W LA TATA

  •  

LE NOSTRE ASSISTENZE TECNICHE

  • in una scuola già funzionante
  • in un progetto per aprire una nuova scuola

 ... perché tante sono le occasioni in cui anche un piccolo aiuto di un esperto può essere l'avvio per modificare in positivo situazioni problematiche ...

  clicca qui per trovare su  Iniziative maggiorni informazioni

LA SCUOLA E LA FAMIGLIA SI INCONTRANO SUI TEMI FORTI

Per approfondire le vostre conoscenze sul bambino proponiamo incontri formativi a tema aperti ai genitori, educatori, insegnanti ...

Prendiamo ad esempio l'aggressività: non è un problema comune? Come affrontarlo in senso montessoriano? Quali soluzioni proporre?

 a breve i nuovi titoli e le nuove date

Mondo Montessori

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La storia di Lucia

Alcuni bambini possono mostrare una decisa resistenza, a volte un vero e proprio rifiuto a questo insieme di novità: è proprio il caso di Lucia, una adorabile bambina che a 4 mesi e mezzo avrebbe dovuto iniziare il suo divezzamento.
Racconterò le tappe di un percorso che dal netto rifiuto piano piano e con molta pazienza, ha portato Lucia ad accettare tranquillamente il cibo.

 

I primi approcci

Conobbi Lucia a 5 mesi in occasione del colloquio sull’ambientamento al nido dove io lavoravo.
Dal primo incontro, notai che Lucia scendeva difficilmente dalle braccia della madre e se veniva appoggiata a terra, protestava con un forte pianto: “sembrava un cucciolo di koala”. Rimasi comunque colpita dall’interesse e dalla vivacità con cui mi guardava.
Lucia era una bambina esile, molto vivace e curiosa. Osservava tutto ciò che si muoveva intorno a lei con grande attenzione. Quando sorrideva si potevano vedere i suoi due dentini: sembrava ne andasse fiera.

Il problema

Ero l’educatrice di riferimento e mi sarei occupata particolarmente di Lucia e della sua famiglia per tutto il periodo in cui la bambina sarebbe restata al nido.
Durante i colloqui con la famiglia, la mamma mi confidò, quasi subito, una difficoltà nel rapporto con Lucia.

Fin dalla nascita la bambina era stata allattata al seno, ma dopo aver succhiato il latte regolarmente lo rigurgitava in abbondanza. La stessa cosa ora succedeva con il latte artificiale che le veniva dato come aggiunta in quanto il latte materno era diventato insufficiente.  Naturalmente questa difficoltà era stata ed era, forte motivo di ansia per la mamma.

Certamente ”l’abbondante rigurgito” era un segnale con il quale Lucia comunicava che qualcosa la disturbava. Il pediatra riteneva che non ci fosse nessun motivo fisiologico, anche perché il peso di Lucia rientrava nella norma.
Per superare il problema aveva consigliato di iniziare con il divezzamento e la mamma di Lucia aveva accolto favorevolmente la possibilità di passare ad un’alimentazione diversa. Ma di fatto non era mai riuscita, da più di un mese, ad inserire nessun cibo nuovo, perché la bambina aveva subito espresso netti rifiuti.

La delega

“Pensaci tu” mi disse un giorno la mamma molto scoraggiata “è tanto che provo, ma con me non ne vuol sapere di mangiare cose diverse dal latte”.

Era passato circa un mese e mezzo dall’ingresso di Lucia al nido.
L’ambientamento si andava pian piano consolidando e la mattina Lucia si mostrava, ormai, contenta di stare con gli altri bambini. Con me aveva instaurato una buona relazione affettiva: la mattina quando arrivava e mi trovava ad accoglierla, apriva le braccia con un sorriso. A volte, quando non ero ad accoglierla all’ingresso, mi cercava con lo sguardo e, appena mi vedeva, voleva venire in braccio per una “coccola”.

Gradualmente il rapporto con le persone del suo nucleo, bambini ed adulti, si era andato consolidando. Rimaneva però una eccessiva “diffidenza” verso gli tutti adulti non conosciuti, che casualmente entravano nell’ambiente. Il disagio si manifestava con pianti e sguardi preoccupati, tanto che noi le dicevamo: “Lucia, è scattato l’allarme?”.

Tentativi di divezzamento

Sempre più volentieri stava sul tappeto con gli altri bambini e osservava e interagiva con i giochi. Gattonando utilizzava lo spazio-tappeto come “punto di partenza” per permettersi esplorazioni nell’ambiente. Tutto scorreva “quasi” tranquillo e normale, fino al momento del pranzo.

Iniziai a fare i primi approcci al divezzamento, valutando la padronanza che Lucia aveva con l’ambiente e la buona relazione instaurata con me e con gli altri bambini.
Predisposi tutto accuratamente: il tavolino apparecchiato con la tovaglia e la seggiolina con i braccioli; un piattino per lei e un altro per me; due cucchiaini; il bicchiere e la piccola brocca.
E come prima volta decisi di prendere Lucia in braccio, seduta sulle mie ginocchia, ma vicino al tavolino e la seggiolina, che avrebbe poi utilizzato successivamente.

Era attenta alle novità, ma quando le avvicinai alla bocca il cucchiaino con la mela grattugiata, Lucia non gradì affatto e iniziò a piangere agitando braccia e gambe … tutto questo per un cucchiaino di assaggio!

Non avevo fretta ed ero tranquilla; sempre tranquillamente tornavo ogni giorno a proporre la frutta e al rifiuto, altrettanto serenamente, continuavo ad offrire il biberon di latte. Lei era contenta di prenderlo. Continuai così per quasi un mese.

Contemporaneamente a questa situazione, di apparente stallo, stava maturando però un grande cambiamento: Lucia dopo aver preso il latte non rigurgitava più, neanche a casa, e la mamma appariva  più tranquilla e sollevata.

I progressi

Osservavo i progressi di Lucia al nido e nel rapporto con la madre: si mostrava più disponibile, aveva un atteggiamento più morbido e, soprattutto, tollerava di più la vicinanza di altri adulti non conosciuti.  
Allora decisi di proporre, al posto della frutta, la pappa tradizionale composta da brodo vegetale e cereali; Lucia continuava con la protesta piangendo e facendo “no” con la testa.
Io proponevo e lei rifiutava e io, senza dare troppa importanza, tornavo a dare il biberon di latte.

Lucia ormai stava seduta bene e per il pranzo usava, anche lei, la sedia con i braccioli intorno ad un tavolo con altri 4 o 5 bambini. Io avevo cura di sedermi sempre accanto a lei, sul panchetto. La tavola era apparecchiata con un piattino, un cucchiaino e un piccolo bicchiere per ciascun bimbo. Nel piattino di Lucia mettevo sempre un po’ di cibo, nella speranza di vederla “trafficare” autonomamente, mentre io con un altro cucchiaino, facevo il tentativo di offrire la pappa. Ma il suo rifiuto era immediato e costante.
Presi coscienza che la bambina al tavolo non era serena. Lucia manifestava verso gli altri bambini due atteggiamenti contrapposti. Sul tappeto interagiva tranquillamente, mentre al momento del pranzo mostrava diffidenza, come se le potessero portar via qualcosa di suo e piangeva per ogni cosa venisse mossa sul tavolo. Tutto la disturbava, anche un’educatrice che versava dell’acqua ad un bambino.

La proposta

Pensai che per Lucia potesse essere più sereno il momento del pranzo seduta al tavolino da sola con me. Ma, soprattutto, ebbi l’intuizione di evitare qualsiasi movimento che potesse essere motivo di distrazione. Parlai con le colleghe e tutte contribuimmo a creare una situazione protetta … intorno a Lucia.
L’impegno è stato grande da parte di tutto il gruppo di educatrici organizzando questo rapporto individuale.

L’attenzione gradualmente ha dato i suoi frutti: passo dopo passo, giorno dopo giorno, il problema si “sciolse”.

Lucia stava seduta al tavolo, senza gli altri bambini, con me al suo fianco e con il suo piatto con poca pappa davanti e un cucchiaino per lei. In questa situazione di tranquillità stava incominciando ad accettare il cibo.
Inizialmente, si comportava come se il piatto non ci fosse: infatti non toccava nulla, mangiava tranquilla solo la pappa che io le davo con un altro cucchiaino prendendola dalla ciotola che io “gestivo”. Successivamente, iniziò a esplorare il piatto e a toccare il cibo con le mani; poco tempo dopo iniziò a prendere il cucchiaino e a portarlo alla bocca; il mio intervento consisteva nell’imboccarla senza intralciare le sue esperienze.

La conquista dell’autonomia si era avviata. La mamma era molto contenta dei progressi fatti da Lucia che ormai, a quasi 8 mesi, mangiava con piacere anche insieme agli altri bambini e faceva progressi portando il cucchiaino pieno di pappa alla bocca, aiutandosi con le mani. A 10 mesi prendeva da sola anche il bicchiere.
La frutta continuava ad essere un cibo non gradito…  

Le mie considerazioni

Ci si può chiedere: è stato assecondato un capriccio continuando a darle il latte e facendola mangiare, poi, in un tavolino da sola?

L’evoluzione della storia fa pensare che le sue esigenze non fossero un capriccio; in quel momento le difficoltà di Lucia sono state interpretate come un bisogno profondo a cui dare risposte con molta tranquillità.
Lucia aveva espresso un disagio ed è stato importante interpretare la sua richiesta di aiuto senza colpevolizzare né lei né la madre.

Ripensando al suo percorso alcuni messaggi erano stati chiari. Aveva dimostrato una insofferenza anche verso i più piccoli cambiamenti; così era stato netto il rifiuto verso qualunque sconosciuto entrasse in quello che lei percepiva come il suo ambiente.
Il rifiuto di un nuovo cibo era, quindi, espressione di quello stesso disagio.
E’ stato assecondato il suo, in quel momento, esasperato bisogno di controllo. E’ stata offerta tanta serenità durante il pranzo non rimarcando il suo rifiuto.

Soprattutto le è stata data fiducia e tempo, tutto il tempo di cui aveva bisogno.

Certo per Lucia è stato sicuramente facilitante vivere insieme ad altri bambini, in una realtà che fosse rassicurante, ma anche dinamica. Per lei è stato anche importante non essere più l’unico centro dell’attenzione, come spesso avviene in casa, per i figli unici.

Quale potevano essere state le cause del suo atteggiamento? Tante, e tutte possibili. Forse all’inizio solo un piccolo disagio che si era poi complicato, strutturandosi in un rifiuto ad accettare le nuove situazioni.

Esperienze nel laboratorio Montessori

Le lettere si possono toccare, punzonare ... tante occasioni manuali per assorbirle gioiosamente.

 

Un occhio che si allena a percepire la gradazione delle misure, insieme ad una mano molto leggera, serve per realizzare costruzioni in equilibrio.

 

Una lavagna speciale per esercitarci e contattare serenamente l'errore.

Impariamo a cucire: scopriamo come misurare il filo necessario, come infilare l'ago, come centrare il punto esatto, ...

 

Il riconoscimento delle figure geometriche è un importante esercizio preliminare di prelettura ... ma che passione realizzare una striscia lunga, lunga ...

 

Ancora forme geometriche, ma le possibilità di composizione sono infinite ...

 

Ancora una costruzione con il materiale scientifico Montessori. Ecco la necessità di attivare tante attenzione, tanta leggerezza nelle dita, tanta concentrazione ... 

 

Esperienze nel laboratorio di falegnameria

 

Una rastrelliera ordinata dove scegliere gli attrezzi

 

Il tavolo da lavoro

Bambini all'opera


 

Cosa dice chi ha frequentato i nostri corsi online:

 

Alessandra di Treviso (corso online educatori)

Il corso per educatori della prima infanzia on-line tenuto dalla docente Prisca Melucco è stato il percorso formativo più completo intrapreso fino ad ora. 

Ho 37 anni e di aule ne ho visitate più di qualcuna, ma è in quella virtuale di Montessorinpratica che ho sperimentato la vera formazione: non solo informazioni teoriche da parte dell’insegnante (riflessioni sul pensiero di Maria Montessori che tutte le partecipanti erano invitate a commentare, ciascuna in relazione alle rispettive realtà), ma anche dimostrazioni pratiche riprese in diretta con la webcam e testimonianze delle corsiste condivise attraverso racconti, foto, video.

La forza di quest’esperienza on-line è stata a mio avviso l’interazione continua tra docente e partecipanti che ha portato alla messa a nudo di quest’ultime, all’apprendimento le une dalle altre e alla possibilità di mettere in pratica nell’immediato le tecniche acquisite di lezione in lezione.

Uno scambio motivante e coinvolgente che mai in un corso in presenza ho potuto sperimentare.

Grazie Prisca!!

 

Claudia di Cesena (corso linguaggio e corso educatori)

A mio parere questo è un corso che ci fa entrare nel mondo Montessori e metterne subito in pratica non solo le regole, ma anche la filosofia che ne sta alla base .

Capire il perché delle regole fondamentali del metodo, sentire il bisogno che c’è di rispettare e credere nel bambino, vivere i pensieri di Maria Montessori, ci dà la forza di cambiare l’approccio tradizionale all’educazione.

Impariamo che il nostro ruolo non è quello di insegnare, ma piuttosto quello di accompagnare il bambino nel suo percorso. Le piccole verifiche fatte attraverso il gioco non sono più uno strumento per capire quanto sia stato bravo il bambino, ma diventa un’analisi di noi stessi fondamentale per comprendere se e quando proseguire. L’errore diventa un amico che deve accompagnare il bambino nella sua vita come supporto all’apprendimento.

La modalità online è un’opportunità unica di partecipare ad un corso, non essendo nella mia città la possibilità di partecipare a corsi di formazione. Questo corso online ci permette di analizzare noi stessi attraverso la condivisione di esperienze pratiche di tutti i partecipanti. Mi affascina l'utilizzo di  mezzi multimediali, che vengono supportate dalla supervisione e coordinamento di professionisti montessoriani.

 

Barbara di Padova - Isolina Montessoriana
(corso educatori)

Per me il corso on line è stata un'opportunità unica, che mi ha permesso di imparare e sperimentare l'esperienza montessoriana al nido. Visione di video, consigli pratici e confronti continui hanno dato inizio ad un cammino che ancora oggi sto facendo, riconsultando i libri letti durante il corso e integrando con l'esperienza l'album, strumento dinamico di lavoro.

 

Ilaria di Vicenza
(corso educatori)

Sono arrivata all’incirca a metà del corso online 0-3 di MontessoriInPratica e, anche se mi è stato chiesto, posso dire che è con estremo piacere che scrivo questo commento perché voglio dire che mi ha dato già tanto….

Innanzitutto mi ha dato la possibilità di conoscere due persone stupende che sono Prisca e Simona, che devo dire trasmettono entusiasmo e amore per il loro lavoro in un modo commovente, poi ho conosciuto le ragazze che frequentano il corso e la cosa è stata molto strana…

Siamo partite che eravamo delle perfette estranee, sapevamo le une delle altre la provenienza, il percorso di studi, professionale e di vita che ci aveva portate qui ma era tutto molto freddo, guardando quei visi mai avrei creduto di trovare delle amiche con cui condividere disavventure, problematiche, gioie e dolori del nostro lavoro, con cui ridere e scherzare in maniera spontanea guardando uno schermo di un computer… Incredibile!!!

Questo corso è molto impegnativo!

Io ho un nido-famigliare, ho una famiglia e due bimbi di 6 e 3 anni…
Non è facile perché non ci sono sconti, Prisca e Simona se possono ti facilitano ma non permettono che tu esca dal corso senza sapere…

Però proprio per questo ed altri motivi i soldi dati per questo corso sono stati ben spesi e vale assolutamente la pena soffrire questo sacrificio e portare a casa un metodo che è oro puro…

Io in mezzo anno ho visto trasformato il mio nido, i bambini che gestisco ed ho acquisito una più profonda consapevolezza verso il mio lavoro che amo sempre più…

Non so immaginare cosa possa accadere nell’altra metà di corso che mi attende….

Grazie!

 

Lucia di Lonigo 
(corso matematica)

Il mio vissuto: meno inadeguatezza + stupore.

In pratica ho ritrovato la dignità del mio essere insegnante, "semplicemente" nell'essere ponte fra il bambino e il materiale, accompagnandolo con rispetto nel suo percorso, gioiendo con lui per le sue conquiste, nella certezza che questo metodo ha basi scientifiche. 

Prima, negli aggiornamenti di matematica, ci venivano presentate strategie sperimentali, a volte prese direttamente dal percorso della scuola primaria, chiedendo a noi di adattarle ... 
Il senso di incertezza era forte: avrò agito in modo giusto?
Ma non c'erano risposte...
Ora invece sento che mi sono incamminata su una buona strada e procedo tranquilla!

 

Erika di Padova
(corso educatori)

Da un punto di vista metodologico ritengo il corso online innovativo in quanto si sperimenta una nuova relazione con i colleghi e con i docenti e più comoda per certi versi, visto che non serve spostarsi da casa.

Dal punto di vista dei contenuti mi ha sorpreso positivamente il livello di approfondimento non solo teorico, ma anche pratico e concreto fin nei dettagli, con video, foto, indicazioni per costruire i materiali, scambio e confronto su esperienze, visite guidate “in diretta” alle altre realtà, … Insomma, stiamo arrivando al termine del Corso con una valigia piena di riferimenti…

Grazie allo stimolo, al sostegno e alla grande competenza delle docenti, il corso, per così dire, è diventato pian piano per me uno spazio più ampio di riflessione, e a volte di revisione, sul mio e nostro agire, sul nostro relazionarci con i bimbi che incontriamo tutti i giorni.

Un invito a migliorare e la consapevolezza che la vera autoeducazione è un percorso!!

 

Gloria di Lugano
(corso educatori)

La nostra società si evolve ed è importante andare avanti a passo coi tempi.
Benché la pedagogia Montessori sia ormai presente in tutto il mondo, è ancora difficile trovare dei corsi Montessori nella nostra città quando ci servono.
Questo è stato il mio caso e il corso online è stata per me la soluzione perfetta.

Pensavo, infatti, di dovermi già fare molti chilometri tutti i weekend, invece è stato meraviglioso arrivare a casa e dover solo accendere il computer e la mattina, svegliarsi con calma, fare colazione e accendere il computer ed eccomi connessa con Roma.

Ma forse l’aspetto più emozionante è stato proprio quello di conoscere gente proveniente da tutti gli angoli dell’Italia….e per me, vendendo dalla Svizzera, sentire tutti quegli accenti era meraviglioso. 

Ora ho dei contatti interessanti che chissà un domani potrebbero tornarmi utili: qualcuno con un bagaglio simile al mio, qualcuno con cui confrontarmi.

Prisca, infatti, è stata sbalorditivamente brava a creare un gruppo, a farci conoscere, a valorizzare i nostri potenziali, nonostante le barriere che ci possono essere con un corso online, e dandoci sempre spazio per parlare e fare domande.

Al contrario poi dei dubbi che inizialmente si possono avere pensando di iscriversi ad un corso online, posso assicurare che non si perde niente rispetto ad uno frontale classico.
Prisca è sempre riuscita a dare al corso un aspetto molto pratico e concreto, mostrandoci i materiali e i loro utilizzi con grande precisione.

Anche l’aspetto teorico è stato curato con molto riguardo, assicurandosi sempre che quanto leggevamo venisse compreso e discutendone insieme i contenuti.

Conoscere Prisca è stato per me di enorme aiuto, un mentore nel mio percorso professionale, una persona a cui chiedere consiglio nel momento del dubbio. Sempre disponibile, con un grande carisma e tanto entusiasmo nell’insegnare.

L’impegno di questo corso non è da poco, sia per la creazione pratica del materiale, per la rielaborazione delle lezioni e per l’approfondimento teorico. Ma ritengo che ogni cosa sia stata fatta equilibrata al punto giusto, impegnativa si, ma non più del fattibile.

Inoltre, ogni esperienza e compito è stata fondamentale per poter crescere professionalmente e non mi sono mai trovata a dover fare qualche cosa che ritenessi essere solamente una perdita di tempo, un eseguire qualche cosa richiesta solo per prassi.

Il momento più emozionante?
Dopo un anno di corso, dopo aver conosciuto le persone ognuna col proprio carattere online…..incontrarci dal vivo!

Vederci in pelle e ossa, stupirci con quanto fossero alte o basse le persone e con le proprie particolarità fisiche che sullo schermo spesso perdevamo.
È stato strano incontrare delle persone che già mi sembrava di conoscere, ma che per la prima volta incontravo dal vero.

Un’esperienza formativa professionalmente e personalmente che consiglio a chiunque!