Perché MontessoriInPratca

Siamo un gruppo di educatori, insegnanti, psicologhe, genitori...
... siamo coscienti che Montessori è uno stile di vita, un guardare gli altri, ma sopratutto i bambini con fiducia ...

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Alcune iniziative per avvicinare educatori ed insegnanti al Montessori ...

I NOSTRI CORSI MONTESSORI

 

 

Scarica le informazioni cliccando sulla freccia:

  • CORSO MONTESSORI PER EDUCATORI - inizio 23 marzo 2018

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  • APPROCCIO MONTESSORI PER LO SVILUPPO DELLA MENTE MATEMATICA - inizio: 11 ottobre 2017

  nota informativa 

 

  • APPROCCIO MONTESSORI ALLA CURA DELL'AMBIENTE - inizio 13 ottobre 

            nota informativa 

 

  • APPROCCIO MONTESSORI PER LO SVILUPPO DELLA MENTE MATEMATICA - secondo livello  
    inizio: 13 dicembre 2017

     
  •   nota informativa

 

APPROCCIO MONTESSORI SCRITTURA E LETTURA
Prossimo corso novembre 2018       

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LA BOTANICA ATTRAVERSO L'ORGANIZZAZIONE DEL           TAVOLO DELLA NATURA - prossimo corso novembre 2018

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CORSO MONTESSORI PER BABY SITTER

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  •  

LE NOSTRE ASSISTENZE TECNICHE

  • in una scuola già funzionante
  • in un progetto per aprire una nuova scuola

 ... perché tante sono le occasioni in cui anche un piccolo aiuto di un esperto può essere l'avvio per modificare in positivo situazioni problematiche ...

  clicca qui per trovare su  Iniziative maggiorni informazioni

LA SCUOLA E LA FAMIGLIA SI INCONTRANO SUI TEMI FORTI

Per approfondire le vostre conoscenze sul bambino proponiamo incontri formativi a tema aperti ai genitori, educatori, insegnanti ...

Prendiamo ad esempio l'aggressività: non è un problema comune? Come affrontarlo in senso montessoriano? Quali soluzioni proporre?

 a breve i nuovi titoli e le nuove date

Mondo Montessori

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Le indicazioni pratiche

Care mamme, papà ed educatrici, elenco in questa scheda alcune indicazioni pratiche raccolte in lunghi anni di lavoro con i bambini.
Prendetele come un “consiglio dell’amica”, una traccia, un invito ad osservare e prestare attenzione anche ai piccoli particolari.

Sono “pronto”

C’è un tempo opportuno per il divezzamento. Bisogna coglierlo, altrimenti si potrebbe andare incontro a delle difficoltà: prima, è più facile che si manifesti il rifiuto; dopo, il bambino può rispondere al cibo con ingordigia e anche masticare male.
Ci sono dei piccoli segnali che ci possono indicare che il piccolo è pronto ad iniziare l’avventura del divezzamento:

• comincia a stare seduto e si mostra abile nel tenere in mano gli oggetti;

• è capace di prendere e scegliere un oggetto tra altri e raccoglierlo da solo se gli cade dalle mani;

• inizia a sviluppare giochi con la madre o con le altre figure di riferimento come ad es. un ripetuto offrire e ricevere un oggetto, giocato tra passaggio di mani e sguardi di intesa;

• anche il primo dentino può essere una indicazione che il bambino è pronto ad assumere un cibo diverso dal latte.

Tempi e modi

Avere tante piccole attenzioni sui tempi e sui modi nella fase iniziale dello svezzamento può aiutare il bambino ad accettare i diversi cambiamenti che questo comporta.

Per i primi approcci al nuovo cibo cercate di trovare un momento tranquillo, in cui sia possibile garantire al piccolo un rapporto privilegiato.

Iniziate sostituendo la poppata del pranzo anziché quella della cena.

Preparate un angolo della casa dedicato al momento del cibo. E’ preferibile scegliere uno spazio diverso da quelli dedicati all’allattamento e ai giochi.

Concentrate l’attenzione sulla pappa, parlandogli di quello che state facendo o che andrete a fare insieme, con un linguaggio rassicurante come in un racconto. E’ importante che il bambino partecipi e sia il più possibile consapevole di ciò che avviene.

Curate la cremosità della pappa che, soprattutto all’inizio, non deve presentare grumi: è molto importante.

Sorridetegli. E’ il miglior messaggio per incoraggiarlo;

Siate disponibili, almeno nei primi tempi, ad un orario flessibile. Gli intervalli tra i pasti si allungano, perché la digestione di cereali richiede più tempo; oppure all’inverso, se la quantità della pappa non è stata sufficiente, gli intervalli si accorciano.

A piccoli passi

Il divezzamento è il primo grande cambiamento che il piccolo affronta dopo la nascita e quindi è necessario procedere molto gradualmente in tutti i mutamenti che vengono inseriti. Iniziare non significa concludere: possiamo supporre un tempo orientativo di 2 mesi dalle prime sperimentazioni alla completa accettazione e “al piacere” del cibo. Ogni bambino ha i suoi tempi: permettiamogli di sperimentare, poco per volta, sia la nuova posizione che il nuovo cibo.

La posizione:

Per alcuni bambini può essere importante, nelle prime occasioni di assaggio, rimanere ancora in braccio. La posizione sarà comunque diversa: non accostato al corpo, ma appoggiato sulle gambe con la possibilità di guardarsi reciprocamente in viso.

Ci potrebbe essere un passaggio intermedio in cui l’adulto è seduto (generalmente) su uno sgabello di fronte al bambino, che a sua volta è seduto su una seggiolina con braccioli davanti ad un tavolino, o nell’infansit. Così può essere facilmente rassicurato con lo sguardo e mantenuto il contatto con la sua manina.

Nell’ultimo passaggio il bambino è seduto sulla seggiolina davanti ad un tavolino apparecchiato; l’adulto è ora al lato destro del bambino per aiutarlo senza ostacolarne i movimenti.

Il cucchiaino, il bicchiere, il piatto

Il cucchiaio, il bicchiere e il piatto sono oggetti che il bambino ha visto nelle mani dell’adulto, ma ora è il momento di farne esperienza diretta. Offriamo stoviglie “vere”, simili a quelle usate da mamma e papà e non proponiamo quelle coloratissime di plastica che tanto rimandano a situazioni di gioco.

Scegliete un cucchiaino piccolo sia di incavo che di manico. E’ importante farlo sperimentare con dell’acqua fin da piccolissimo, ad esempio nei casi di singhiozzo (ovviamente ben sterilizzato).

Avvicinate il cucchiaino alle sue labbra e dategli tempo: forse tirerà fuori la lingua, forse aprirà la bocca, forse guarderà interrogativo… E’ importante iniziare con delle azioni che possono essere percepite come “un dialogo”.

Quando il bambino inizia a stare seduto a tavola è il momento di proporre la conoscenza del bicchiere. Si, proprio un piccolo, vero bicchiere di vetro, al posto del cucchiaino o del biberon, per bere l’acqua.
Inizialmente sarete voi a reggere il bicchiere, poi il bambino spontaneamente comincerà ad afferrarlo con due mani.
Vi consiglio di versare nel bicchiere sempre poca quantità d’acqua perché inizialmente può essere rovesciata con facilità; ma… l’esperienza insegna e anche molto rapidamente!

Uguale attenzione è opportuno dare alla scelta del piatto nel quale il bambino mangia. Nel nostro nido offriamo piccoli piatti di ceramica, tipo quelli da frutta, nei quali viene messa poco per volta una piccola quantità di pappa.

Pensate che questo bicchiere di vetro e questo piatto di ceramica siano per lo più destinati ad andare per terra in mille pezzi? L’esperienza ci ha mostrato che l’attenzione del bambino è tutta rivolta a toccare la pappa, a guardarsi le mani, a sperimentare con tutti i sensi il suo cibo. I suoi movimenti diventano talmente concentrati e lenti che la possibilità che tutto finisca per terra è veramente minima. Prevale quasi sempre il piacere e la tranquilla curiosità dell’esplorazione della pappa che ha di fronte, mentre voi, almeno inizialmente, lo imboccate prendendo la pappa dal piatto gestito da voi.

Il nuovo sapore

Iniziate offrendo poche gocce di spremuta di frutta di stagione e siate pronte, se non altro, alla sua reazione di sorpresa.

Aspettate che il bambino mostri interesse, aprendo la bocca all’arrivo del cucchiaino, prima di iniziare a ripetere l’esperienza 2 volte al giorno; poi potete passare a 4 o 5 cucchiaini.
Continuate nei giorni successivi, senza cambiamenti fino all’accettazione del livello che state sperimentando.

Il nuovo cibo incomincia, quindi, ad essere accettato, ma dopo 4 o 5 cucchiaini il bambino può mostrare segni di stanchezza. Non c’è problema: il pasto viene completato in braccio con una poppata di latte. L’adulto deve dimostrare elasticità e capacità di saper “tornare indietro”, per non obbligare al cibo che deve essere sempre fonte di piacere.

La tavola apparecchiata

Nel nostro nido proponiamo di preparare la tavola del bambino con modalità simili a quelle degli adulti, ma in proporzioni ridotte. Dunque un tavolino basso, tanto che i piedi possano toccare per terra, ricoperto da una allegra tovaglia e una seggiolina con i braccioli al posto del seggiolone. Perché questa scelta?

Per la tovaglia è semplice: vogliamo dare importanza al momento del pasto. E’ una forma di rispetto e di attenzione che diamo al bambino, quasi fosse un ospite importante. Inoltre la bella tovaglia diventa un motivo di controllo molto più evidente di un nudo piano del tavolo.

La seggiolina permette di offrire al bambino la dimensione giusta per sperimentare autonomia al momento del pasto. I braccioli, magari inizialmente integrati da due piccoli cuscini, gli permettono di sentirsi contenuto e di assumere la posizione corretta.

Il seggiolone, invece, è un arredo costoso e transitorio e rende passivo il bambino. Infatti il piccolo deve essere “infilato” e non può scendere da solo. Inoltre, quando diventa un po’ più grandicello, ed è capace di alzarsi, rischia di cadere se l’adulto non interviene prontamente.

Come apparecchiamo?

Un tavolino basso è apparecchiato con una tovaglia e con l’occorrente sia per il bambino che per l’adulto.

Per il bambino:

• una sedia con braccioli che deve entrare comodamente sotto al tavolino per permettere al bambino di sistemarsi ben accostato al tavolo;

• un piattino dove viene versata poca pappa per volta e un cucchiaino a sua disposizione;

• un piccolo bicchiere poggiato di fronte al piatto;

• una piccola caraffa per versare poca acqua per volta nel bicchiere: è una grande novità che affascina molto;

• un ampio bavagliolo.

Per l’adulto:

• una scodella con tutto il cibo e un cucchiaino per imboccare; 

• un eventuale canovaccio sulle ginocchia.

Esiste in commercio una piccola sedia con i braccioli che si aggancia al tavolo. Questa può essere usata per condividere, per un momento speciale, il cibo con mamma e papà sul tavolo grande. Comunque, non c’è il rischio che questo seggiolino possa essere utilizzato fino ai 4 o 5 anni, come purtroppo avviene spesso con il seggiolone.

il cibo solido

Quando il bambino sta seduto bene e ormai mangia in modo fluido la pappa si può cominciare a fargli sperimentare il cibo solido e la forchetta.

Potete iniziare ad offrire pane raffermo di 2 o 3 giorni, tagliato in modo da poter stare nella mano. E’ una buona occasione di sperimentazione e un aiuto ad accettare il cibo solido rispetto ad uno liquido.

Non preoccupatevi se quando inizia a mangiare da solo alterna le mani all’uso della forchetta.

Offrite i cibi separatamente. Ogni cibo ha forma, odore, colore, sapore e consistenza diversa. Perché far perdere tutte queste esperienze? Anche gli omogenizzati sono differenti tra di loro.

Potete migliorare i sapori delle pappe con eventuali condimenti (indicati dal pediatra).

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Le schede
del divezzamento


Gli aspetti  psicologici

Care mamme, papà e educatrici, siamo tutti consapevoli che ogni gesto, ogni aspetto pratico ha il suo risvolto psicologico.

Le indicazioni pratiche

Care mamme, papà ed educatrici, in questa scheda alcune indicazioni pratiche raccolte in lunghi anni di lavoro con i bambini.

I NO: ciò che è meglio evitare

Ho messo insieme una collezione di cose che è consigliabile non fare

locandina

nota informativa

Proponiamo ai genitori 5 incontri su temi molto sensibili per i bambini del nido: il linguaggio segreto del bambino, il cibo come momento sereno, le attività da proporre, come far maturare il senso del limite, l'autonomia in bagno come momento importate della crescita.

Bastano cinque incontri per cogliere il particolare approccio Montessori? Certamente no, ma si può avviare un confronto, che sopratutto si propone di aiutare a riflettere sulla relazione bambino-adulto.

 

Esperienze nel laboratorio Montessori

Le lettere si possono toccare, punzonare ... tante occasioni manuali per assorbirle gioiosamente.

 

Un occhio che si allena a percepire la gradazione delle misure, insieme ad una mano molto leggera, serve per realizzare costruzioni in equilibrio.

 

Una lavagna speciale per esercitarci e contattare serenamente l'errore.

Impariamo a cucire: scopriamo come misurare il filo necessario, come infilare l'ago, come centrare il punto esatto, ...

 

Il riconoscimento delle figure geometriche è un importante esercizio preliminare di prelettura ... ma che passione realizzare una striscia lunga, lunga ...

 

Ancora forme geometriche, ma le possibilità di composizione sono infinite ...

 

Ancora una costruzione con il materiale scientifico Montessori. Ecco la necessità di attivare tante attenzione, tanta leggerezza nelle dita, tanta concentrazione ... 

 

Esperienze nel laboratorio di falegnameria

 

Una rastrelliera ordinata dove scegliere gli attrezzi

 

Il tavolo da lavoro

Bambini all'opera


 

Cosa dice chi ha frequentato i nostri corsi online:

 

Alessandra di Treviso (corso online educatori)

Il corso per educatori della prima infanzia on-line tenuto dalla docente Prisca Melucco è stato il percorso formativo più completo intrapreso fino ad ora. 

Ho 37 anni e di aule ne ho visitate più di qualcuna, ma è in quella virtuale di Montessorinpratica che ho sperimentato la vera formazione: non solo informazioni teoriche da parte dell’insegnante (riflessioni sul pensiero di Maria Montessori che tutte le partecipanti erano invitate a commentare, ciascuna in relazione alle rispettive realtà), ma anche dimostrazioni pratiche riprese in diretta con la webcam e testimonianze delle corsiste condivise attraverso racconti, foto, video.

La forza di quest’esperienza on-line è stata a mio avviso l’interazione continua tra docente e partecipanti che ha portato alla messa a nudo di quest’ultime, all’apprendimento le une dalle altre e alla possibilità di mettere in pratica nell’immediato le tecniche acquisite di lezione in lezione.

Uno scambio motivante e coinvolgente che mai in un corso in presenza ho potuto sperimentare.

Grazie Prisca!!

 

Claudia di Cesena (corso linguaggio e corso educatori)

A mio parere questo è un corso che ci fa entrare nel mondo Montessori e metterne subito in pratica non solo le regole, ma anche la filosofia che ne sta alla base .

Capire il perché delle regole fondamentali del metodo, sentire il bisogno che c’è di rispettare e credere nel bambino, vivere i pensieri di Maria Montessori, ci dà la forza di cambiare l’approccio tradizionale all’educazione.

Impariamo che il nostro ruolo non è quello di insegnare, ma piuttosto quello di accompagnare il bambino nel suo percorso. Le piccole verifiche fatte attraverso il gioco non sono più uno strumento per capire quanto sia stato bravo il bambino, ma diventa un’analisi di noi stessi fondamentale per comprendere se e quando proseguire. L’errore diventa un amico che deve accompagnare il bambino nella sua vita come supporto all’apprendimento.

La modalità online è un’opportunità unica di partecipare ad un corso, non essendo nella mia città la possibilità di partecipare a corsi di formazione. Questo corso online ci permette di analizzare noi stessi attraverso la condivisione di esperienze pratiche di tutti i partecipanti. Mi affascina l'utilizzo di  mezzi multimediali, che vengono supportate dalla supervisione e coordinamento di professionisti montessoriani.

 

Barbara di Padova - Isolina Montessoriana
(corso educatori)

Per me il corso on line è stata un'opportunità unica, che mi ha permesso di imparare e sperimentare l'esperienza montessoriana al nido. Visione di video, consigli pratici e confronti continui hanno dato inizio ad un cammino che ancora oggi sto facendo, riconsultando i libri letti durante il corso e integrando con l'esperienza l'album, strumento dinamico di lavoro.

 

Ilaria di Vicenza
(corso educatori)

Sono arrivata all’incirca a metà del corso online 0-3 di MontessoriInPratica e, anche se mi è stato chiesto, posso dire che è con estremo piacere che scrivo questo commento perché voglio dire che mi ha dato già tanto….

Innanzitutto mi ha dato la possibilità di conoscere due persone stupende che sono Prisca e Simona, che devo dire trasmettono entusiasmo e amore per il loro lavoro in un modo commovente, poi ho conosciuto le ragazze che frequentano il corso e la cosa è stata molto strana…

Siamo partite che eravamo delle perfette estranee, sapevamo le une delle altre la provenienza, il percorso di studi, professionale e di vita che ci aveva portate qui ma era tutto molto freddo, guardando quei visi mai avrei creduto di trovare delle amiche con cui condividere disavventure, problematiche, gioie e dolori del nostro lavoro, con cui ridere e scherzare in maniera spontanea guardando uno schermo di un computer… Incredibile!!!

Questo corso è molto impegnativo!

Io ho un nido-famigliare, ho una famiglia e due bimbi di 6 e 3 anni…
Non è facile perché non ci sono sconti, Prisca e Simona se possono ti facilitano ma non permettono che tu esca dal corso senza sapere…

Però proprio per questo ed altri motivi i soldi dati per questo corso sono stati ben spesi e vale assolutamente la pena soffrire questo sacrificio e portare a casa un metodo che è oro puro…

Io in mezzo anno ho visto trasformato il mio nido, i bambini che gestisco ed ho acquisito una più profonda consapevolezza verso il mio lavoro che amo sempre più…

Non so immaginare cosa possa accadere nell’altra metà di corso che mi attende….

Grazie!

 

Lucia di Lonigo 
(corso matematica)

Il mio vissuto: meno inadeguatezza + stupore.

In pratica ho ritrovato la dignità del mio essere insegnante, "semplicemente" nell'essere ponte fra il bambino e il materiale, accompagnandolo con rispetto nel suo percorso, gioiendo con lui per le sue conquiste, nella certezza che questo metodo ha basi scientifiche. 

Prima, negli aggiornamenti di matematica, ci venivano presentate strategie sperimentali, a volte prese direttamente dal percorso della scuola primaria, chiedendo a noi di adattarle ... 
Il senso di incertezza era forte: avrò agito in modo giusto?
Ma non c'erano risposte...
Ora invece sento che mi sono incamminata su una buona strada e procedo tranquilla!

 

Erika di Padova
(corso educatori)

Da un punto di vista metodologico ritengo il corso online innovativo in quanto si sperimenta una nuova relazione con i colleghi e con i docenti e più comoda per certi versi, visto che non serve spostarsi da casa.

Dal punto di vista dei contenuti mi ha sorpreso positivamente il livello di approfondimento non solo teorico, ma anche pratico e concreto fin nei dettagli, con video, foto, indicazioni per costruire i materiali, scambio e confronto su esperienze, visite guidate “in diretta” alle altre realtà, … Insomma, stiamo arrivando al termine del Corso con una valigia piena di riferimenti…

Grazie allo stimolo, al sostegno e alla grande competenza delle docenti, il corso, per così dire, è diventato pian piano per me uno spazio più ampio di riflessione, e a volte di revisione, sul mio e nostro agire, sul nostro relazionarci con i bimbi che incontriamo tutti i giorni.

Un invito a migliorare e la consapevolezza che la vera autoeducazione è un percorso!!

 

Gloria di Lugano
(corso educatori)

La nostra società si evolve ed è importante andare avanti a passo coi tempi.
Benché la pedagogia Montessori sia ormai presente in tutto il mondo, è ancora difficile trovare dei corsi Montessori nella nostra città quando ci servono.
Questo è stato il mio caso e il corso online è stata per me la soluzione perfetta.

Pensavo, infatti, di dovermi già fare molti chilometri tutti i weekend, invece è stato meraviglioso arrivare a casa e dover solo accendere il computer e la mattina, svegliarsi con calma, fare colazione e accendere il computer ed eccomi connessa con Roma.

Ma forse l’aspetto più emozionante è stato proprio quello di conoscere gente proveniente da tutti gli angoli dell’Italia….e per me, vendendo dalla Svizzera, sentire tutti quegli accenti era meraviglioso. 

Ora ho dei contatti interessanti che chissà un domani potrebbero tornarmi utili: qualcuno con un bagaglio simile al mio, qualcuno con cui confrontarmi.

Prisca, infatti, è stata sbalorditivamente brava a creare un gruppo, a farci conoscere, a valorizzare i nostri potenziali, nonostante le barriere che ci possono essere con un corso online, e dandoci sempre spazio per parlare e fare domande.

Al contrario poi dei dubbi che inizialmente si possono avere pensando di iscriversi ad un corso online, posso assicurare che non si perde niente rispetto ad uno frontale classico.
Prisca è sempre riuscita a dare al corso un aspetto molto pratico e concreto, mostrandoci i materiali e i loro utilizzi con grande precisione.

Anche l’aspetto teorico è stato curato con molto riguardo, assicurandosi sempre che quanto leggevamo venisse compreso e discutendone insieme i contenuti.

Conoscere Prisca è stato per me di enorme aiuto, un mentore nel mio percorso professionale, una persona a cui chiedere consiglio nel momento del dubbio. Sempre disponibile, con un grande carisma e tanto entusiasmo nell’insegnare.

L’impegno di questo corso non è da poco, sia per la creazione pratica del materiale, per la rielaborazione delle lezioni e per l’approfondimento teorico. Ma ritengo che ogni cosa sia stata fatta equilibrata al punto giusto, impegnativa si, ma non più del fattibile.

Inoltre, ogni esperienza e compito è stata fondamentale per poter crescere professionalmente e non mi sono mai trovata a dover fare qualche cosa che ritenessi essere solamente una perdita di tempo, un eseguire qualche cosa richiesta solo per prassi.

Il momento più emozionante?
Dopo un anno di corso, dopo aver conosciuto le persone ognuna col proprio carattere online…..incontrarci dal vivo!

Vederci in pelle e ossa, stupirci con quanto fossero alte o basse le persone e con le proprie particolarità fisiche che sullo schermo spesso perdevamo.
È stato strano incontrare delle persone che già mi sembrava di conoscere, ma che per la prima volta incontravo dal vero.

Un’esperienza formativa professionalmente e personalmente che consiglio a chiunque!